Le tecniche della liberazione |Una dialettica del disagio umano

piro1
foto di Luigi Maria Sicca

Tuttavia, non è assolutamente mia intenzione proporre alcun sistema nè una scienza nuova: i fatti qui esposti sono in gran parte tutti noti. Ciò che propongo è una maggior utilizzazione del metodo dialettico, così che sia più difficile che ciò che nasce per la liberazione dell’uomo possa essere usato contro di lui (Sergio Piro).


Nel 1971 Sergio Piro pubblicava per la casa editrice Feltrinelli uno dei suo libri più importanti, “Le tecniche della liberazione. Una dialettica del disagio umano”. Il libro segue di due anni la pubblicazione, sempre per la Feltrinelli, de “Il linguaggio schizofrenico” e, come scrive, Piro, nella introduzione “deve essere considerato come un appunto di lavoro e più precisamente, nelle mie intenzioni, come un momento di riflessione teorica derivante da una prassi specifica e da una prassi generale”.  E’ un libro agile, per quanto denso e corposo, in cui è centrale la metodologia dialettica in senso non accademico, ma, potremmo dire, operativo. L’ultimo capitolo, dedicato alle tecniche di liberazione, contiene indicazioni “pratiche” sulle tecniche che in senso immediato aprono una strada, fatta di lotte e contraddizioni, verso la “liberazione” (non solo dalla sofferenza psichica).

E’ un testo che, come è evidente sin dalle prime battute, si inserisce in una precisa fase storica e politica e nel quale sono evidenti gli echi di lotte in corso e di una visione politica e sociale marxiana.  Sergio Piro, dopo questo libro, continuerà una ricca produzione letteraria e scientifica, pertanto è chiaro che, le sue posizioni teoriche si sono mosse lungo nuovi filoni e altri linguaggi, spaziando ben oltre la psichiatria.

Sergio è stata una delle figure intellettuali più importanti del movimento di critica psichiatrica,  il suo impegno politico e culturale pari alla sua umanità. Eppure, come spesso accade, parte della sua opera non è più pubblicata ed è difficile, per chi anche ne sente parlare, approfondire il suo pensiero, conoscere i suoi libri. Se è vero, come recitava lo striscione degli studenti dell’aula occupata del Policlinico, che le idee non muoiono mai, è altrettanto necessario che circolino i libri dove queste idee sono state elaborate (sempre sulla base di una prassi quotidiana).

Per questo motivo, nell’attesa di una coraggiosa ristampa e di una pubblicazione dell’opera completa di Sergio, metto a disposizione il libro in formato pdf.

copertinaQui il link al libro “Le tecniche della liberazione. Una dialettica del disagio umano” (nella cartella .zip i singoli capitoli)

Ne riporto qui di seguito, la quarta di copertina  (per chi volesse approfondire suggeriamo Antonio Mancini, Le dimensioni dell’accadere. Introduzione a Sergio Piro, ESI e AA.VV, Sergio Piro. Maestri e allievi, Editoriale Scientifica)

Quarta di copertina

“Le persone di cui questo libro parla attendono ancora la loro liberazione; nei manicomi dove sono recluse, nei moderni ospedali psichiatrici in cui sono “curate”, nelle comunità terapeutiche in cui sono assediate insieme agli psichiatri che sono con loro, essere guardano alla liberazione nel senso più concreto ed immediato. E altri sono prigionieri di un’angoscia di cui non hanno colpa alcuna e che accomuna nella sofferenza coloro che hanno sempre appartenuto alla classe degli sfruttati e coloro che la classe dominante ha espulso da sé (…)

Ma qual è il significato non mitologico e non romantico che vogliamo attribuire alla parola liberazione, quando di essa ci serviamo nel campo delle cosiddette scienze dell’uomo epiù strettamente ancora in quello psicologico e psichiatrico? E come possiamo sperare di togliere l’uomo da un qualunque suo stato di sofferenza e di disagio, senza aver agito direttamente sulle cause prime, vale a dire sulla struttura economica portante?

E se una sia pur parziale liberazione dell’uomo fosse possibile in questo tipo di società repressiva nella quale operiamo, non vi sarebbe sempre il pericolo che una qualunque tecnica, volta a iniziare questo processo di liberazione, possa divenire strumento di controllo e mezzo di repressione?

In questo libro si tenterà una risposta che non nasca dalle posizioni preconcette delle scienze accademiche, ma che derivi, come necessario momento teorico, direttamente dalla pratica sociale, intesa sia nel senso settoriale di pratica psichiatrica e di ricerca scientifica, sia, in senso più generale, come lotta di classe.”

Questo il link alla pagina facebook Pagina Facebook Sergio Piro

Scopri di più da le parole e le cose

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere